• RE.Care – Cura e Resilienza: una mano a chi si prende cura

    La pandemia da Covid-19 che ci ha travolti in questi ultimi due anni ha colpito in particolare le categorie più fragili, come anziani e persone con disabilità e di conseguenza i loro caregiver, ovvero coloro che si prendono cura e assistono il proprio familiare. La complessità e l’incertezza della situazione ha inevitabilmente riportato il carico di cura all’interno della gestione familiare, provocando dinamiche stressanti ancora più difficoltose per i caregiver. In questo contesto, il Distretto Città di Bologna dell’Azienda USL, a seguito del finanziamento regionale 2019 (DGR 2318/2019) in materia di caregiver, ha attivato diversi progetti a sostegno dei caregiver guidati da realtà territoriali.
    Tra queste, il Consorzio Aldebaran con “Re.Care – Cura e Resilienza”, un progetto di sostegno psicologico per piccoli gruppi di caregiver, che aiuta queste persone ad affrontare il compito di prendersi cura dei propri cari. Il progetto “Re.Care”, attivo dai primi di luglio, nasce con lo scopo di fornire supporto, informazioni e formazione sul ruolo del caregiver, trattando diversi temi rilevanti: dalla gestione di malati con decadimento cognitivo (es. Alzheimer, demenza senile), all’accettazione delle emozioni a seguito di un lutto e/o una malattia, fino alle informazioni pratiche sui servizi a disposizione nel territorio.
    Gli incontri sono condotti da psicologi professionisti e si rivolgono a coloro che sentono il bisogno di uno spazio di condivisione e confronto per poter superare difficoltà emotive attivando risorse e strategie per la risoluzione delle stesse.
    Calendario dei prossimi incontri
    Modulo 2. “Accettazione di una condizione che non posso cambiare”
    – 6 ottobre 2021 – conduce Marco Lorusso, psicologo, neuropsicologo, Cooperativa Società Dolce
    Modulo 3. “Lutto ed emozioni complicate”
    – 29 settembre 2021 – conduce Silvia Candido, psicologa, psicoterapeuta, Cooperativa Cadiai
    – 20 ottobre 2021 – conduce Marco Lorusso
    Modulo 4. “”Servizi a disposizione nel territorio (pubblici, privati e convenzionati)”
    – 17 novembre 2021 – conduce Silvia Candido
    – 1 dicembre 2021 – conduce Marco Lorusso
    Tutti gli incontri, della durata di un’ora e mezza ciascuno, si svolgono in modalità online.
    Partecipazione gratuita. Iscrizione obbligatoria.
    Per informazioni: CONSORZIO ALDEBARAN
    Guido Casamichiela
  • Prendersi cura delle persone affette da Alzheimer

    Il 21 settembre ricorre la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, istituita nel 1994 dall’OMS con l’intento di sensibilizzare e informare l’opinione pubblica su questa grave malattia che colpisce circa 40 milioni di persone nel mondo.
    In Italia, si stima che siano circa 70 mila i nuovi casi di Alzheimer all’anno, che raggiungono i 150 mila (1,2 milioni in totale) se si contano tutte le forme di demenza: numeri importanti, che devono far riflettere sull’impatto di queste malattie.

    Società Dolce nei suoi servizi residenziali e diurni rivolti ad anziani ha sempre dedicato particolare attenzione alle persone affette da queste malattie e alle loro famiglie, coinvolgendoli in attività e progetti appositamente pensati per loro.
    Tra i progetti più recenti, ci sono il progetto “cuscini sensoriali” avviato al centro diurno Il Melograno di Bologna e quello, ancora in fase conclusiva di formazione, sulla “doll therapy” attivato presso i centri diurni di Parma.

    Centro Diurno “Il Melograno”: il progetto “cuscini sensoriali”
    Dal 1° settembre, presso il centro diurno anziani “Il Melograno”, è partito il progetto “Cuscini Sensoriali”, a cura di e supervisionato da Marco Lorusso, neuropsicologo. Il progetto si rivolge agli ospiti del centro affetti da demenza di grado moderato-grave, che presentano disturbi comportamentali e consiste nel fornire una stimolazione visiva e tattile ai malati attraverso l’impiego di cuscini colorati ricoperti di tasche, bottoni, nastri e zip, detti appunto “cuscini sensoriali”.
    Questa attività si ispira all’approccio Snoezelen, nel quale si sostiene che una stimolazione multisensoriale comporti, nelle persone affette da demenza, diversi effetti positivi, quali ad esempio: una facilitazione della comunicazione e dell’interazione; il miglioramento dell’umore e di stati affettivi positivi; una diminuzione dello stress nei caregiver.
    Tra le “terapie non farmacologiche” utilizzate nel deterioramento cognitivo, la stimolazione sensoriale rappresenta un importante supporto poiché, lavorando appunto sui sensi della persona, non presuppone necessariamente l’esistenza di abilità cognitive e per questo è utilizzata per lavorare con persone con un grado di decadimento severo, frutto di demenza in fase avanzata o di gravi traumi acquisiti.

    Centri diurni di Parma: il progetto “Doll therapy”
    In fase conclusiva, invece, è la formazione degli operatori dei centri diurni “Bice Leoni” e “Monsignor Bonicelli” di Parma dedicata alla Doll Therapy, anch’essa terapia non farmacologica adottata con pazienti affetti da demenze degenerative.
    Questo approccio consiste nel fornire una bambola con precise caratteristiche ai pazienti in specifici contesti terapeutici: la bambola rappresenta un oggetto simbolico della relazione d’aiuto e, attraverso l’accudimento della stessa, la persona attiva relazioni significative di tipo sensoriale ed affettivo. Come i “cuscini sensoriali”, anche la bambola terapeutica comporta un miglioramento dell’umore e della qualità della vita, diminuendo anche in questo caso lo stress dei caregiver.
    La formazione degli operatori, che ha subito un rallentamento a causa della pandemia, è stata seguita dal Centro Ammonis e dall’associazione Innovative Elder Research, importanti realtà dedite alla cura di malattie come Alzheimer e demenza senile. Entrambe sono state guidate da Ivo Cilesi, “papà” della Doll Therapy e grande esperto degli approcci non farmacologici per persone con demenza, prematuramente scomparso all’inizio del 2020 a causa del Covid.
    Il percorso formativo, ormai terminato, darà vita nei prossimi mesi a un progetto dedicato alla Doll Therapy che si svolgerà nei due centri diurni di Parma.

    (photo @freepik)

  • Bologna di Tra Verso 2021

    Bologna Di Tra Verso 2021 è un festival di due giorni a Bologna co-progettato tra l’associazione Naufragi, le cooperative socie, ASP Città di Bologna e altre realtà e associazioni del panorama bolognese. Il Festival si articola in due giornate di promozione della cultura del sociale mediante: eventi sportivi, attività laboratoriali, proiezioni e convegni realizzati in spazi pubblici e privati individuati dall’organizzazione. Sarà un’occasione di ritrovo, di conoscenza e di discussione, all’aperto e in sicurezza, che coinvolgerà i cittadini e le cittadine con dimora, le comunità di soggetti vulnerabili, le realtà facenti parte di Naufragi e quelle che con essa collaborano da anni, le Istituzioni. La varietà di linguaggi e la molteplicità di voci darà un’impronta innovativa al Festival, approcciandosi con nuovi strumenti e nuove collaborazioni ai destinatari, rielaborando la struttura del festival Bologna Di Tra Verso già proposta nel 2019 con positivo riscontro da parte della città. Due saranno le tematiche per le due giornate: la prima giornata sarà dedicata al gioco e allo sport, la seconda a ecologia e lavoro.

    Tra le iniziative si segnalano domenica 26 settembre dalle ore 15 alle 18.30 presso il Centro di Accoglienza Beltrame-Sabatucci, laboratori sul verde e legati al tema dell’ecologia relazionale, dimostrazioni sportive, musica e un mercatino dell’artigianato.

    Leggi il comunicato stampa

  • Unità Psicologica di strada

    L’unità psicologica di strada, composta dallo Psicologo Fiorinto Scirgalea di Società Dolce e da volontari del Centro Socio Culturale Enrico Giusti, dal mese di settembre a cadenza quindicinale percorre il territorio del Comune di Pianoro con un pulmino dedicato e propone:
    – consigli e informazioni gratuite ai caregivers di persone anziane affette da demenza, al fine di contenere lo stress dovuto a un eccessivo carico assistenziale;
    – iniziative per il tempo libero a favore dei caregivers e a persone affette da demenza.

    INIZIATIVE:
    Martedì 14 settembre 2021 – ore 15,00
    TUTTI INSIEME TANTE MANI
    impariamo a fare la sfoglia e il pane

    Martedì 21 settembre 2021 – ore 15,00
    CAPPELLI
    improvvisazione teatrale con la collaborazione e partecipazione di
    Margherita Ferioli e Andreina Cavazza

    Sabato 9 ottobre 2021 – ore 15,00
    CONCERTO PER VOI
    con la partecipazione del gruppo CRUNCHI BEETH

    Mercoledì 10 novembre 2021 – ore 15,00
    TUTTI CANTANO
    importanza della voce

    Mercoledì 15 dicembre 2021 – ore 12,30
    PRANZO
    il cibo come elemento di aggregazione e condivisione

    Dal mese di ottobre 2021 una giornata al mese sarà dedicata ad incontri di rielaborazione dei vissuti della pandemia. Le giornate saranno comunicate nel corso delle iniziative sopra descritte.

    Tutte le iniziative sono realizzate presso il CENTRO SOCIO-RICREATIVO ENRICO GIUSTI in via Matteotti 4, Pianoro (BO)
    Guarda il volantino

  • Gita al lago di Suviana

    Che fosse una gita speciale lo abbiamo capito subito…
    Tutti pronti dalla prima mattina e nessuno ha cambiato idea last minute.
    Due furgoni sembravano anche pochi per contenere entusiasmi e voglia di evadere dalla routine e col nostro carico di splendente umanità, ci siamo avviati, ovviamente in ritardo sulla tabella di marcia, ma quelli per noi sono solo dettagli trascurabili.
    Una strada dritta e a tratti tortuosa ci ha portati a destinazione tra chiacchiere, risate e un panorama mozzafiato che faceva capolino con una luce sempre diversa, a seconda delle intenzioni di un sole pigrone.
    Tutti insieme (quasi 20) abbiamo scaricato bagagli e viveri, pronti ad una grigliata all’aria aperta e come sfondo il lago, quieto e trasparente.

    L’imprevisto inatteso delle griglie non utilizzabili e la sorpresa dell’immensa generosità di altri gitanti che hanno pensato bene di regalarci una giornata indimenticabile, grigliando loro la carne per tutti.
    Un lauto pranzo molto gradito, condiviso insieme, fuori dall’ordinarietà delle nostre vite quotidiane e per questo dal sapore del tutto diverso, con la sensazione di vivere una dimensione oltre ogni inquietudine.
    La generosità e la sua forza moltiplicatrice sono stati il filo rosso di tutta una giornata, in cui la disponibilità umana si è presentata con la sua energia impetuosa e improvvisa, ricordandoci che oggi si prende ma domani si dà, in un circuito essenziale di reciprocità e di gratitudine.
    Giornata scandita anche da partite a briscola con un mazzo di carte rabberciato, bagno al lago o gavettoni per i più indecisi, cocomero extra large, passeggiate o semplice desiderio di contemplazione, nella serenità sprigionata dalla natura intorno.

    “Tornerei anche domani” dice Stefano, mentre Caterina è la prima volta che vede un lago e “di certo non farò il bagno perché ho paura” afferma poi, mentre Abdeljalil dice che “è stato un modo per dimenticare i pensieri negativi”.
    Sicuramente è stato un momento di condivisione reale, ciascuno con la propria energia e fragilità, a ricordare che evadere dai recinti quotidiani deve essere un piacevole imperativo.

    Equipe
    Centro di Accoglienza Beltrame-Sabatucci
  • Lontano da dove?

    La drammatica immagine degli Afgani che si aggrappano ai carrelli degli aerei per fuggire dai Talebani per poi cadere al suolo in fase di decollo rimarrà a lungo impressa nelle nostre menti. Quando non si possiede più nulla non si ha più niente da perdere. E’ così: la forza della disperazione porta le persone a rischiare il tutto per il tutto. Questi fatti fanno riflettere molto…

    In questo mondo pieno di guerre, calamità e povertà milioni di persone fuggono, in un continuo esodo, alla ricerca di condizioni migliori di vita, di circostanze più favorevoli o almeno di una tregua dalle proprie sofferenze. Non ci sono solo adulti ma anche tanti ragazzi. Quest’estate quest’emergenza è aumentata molto. Asp Città di Bologna ha così chiesto al Corsorzio Arcolaio (e quindi a Società Dolce) di aprire una Struttura di Emergenza. Si è risposto rapidamente attivando un Servizio in Val Samoggia (Bo); dove prima c’era un “Bed and Breakfast”.

    Vi vengono accolti 18 minori di varie nazionalità. Lo scopo è quello di favorire un percorso d’inclusione sociale, culturale e linguistica, con molta attenzione verso i più vulnerabili. L’equipe educativa ha iniziato a relazionarsi creando un clima di fiducia e di serenità. E’ stato attivato un corso d’italiano per l’apprendimento della nostra lingua. Questo è un luogo di primo approccio per poi orientarli in strutture specializzate.

    Ma chi sono questi ragazzi? Da dove vengono? E cosa sognano?

    Facciamoci raccontare da loro le loro storie: Kenan (nome di fantasia) è un adolescente dall’aria sbarazzina, con due occhi sempre sorridenti che trasmettono tenerezza, ma la sua odissea verso l’Europa è stata molto travagliata. Lui viene dalla Somalia, da 30 anni una terra di nessuno in preda a bande armate, conflitti politici, religiosi ed etnici, epidemie e carestie, in pratica un inferno. Kenan è partito dal suo paese infelice prima dei 16 anni, con pochi amici e la speranza di arrivare in Europa. In un anno, dopo aver attraversato Etiopia e Sudan, rischiando di morire di sete nel deserto giunge in Libia. Un amico muore e gli altri li perde di vista. In Libia finisce per sei mesi in uno dei famigerati campi di raccolta dove è schiavizzato da una banda criminale. Così “paga” la sua traversata su un barcone verso la Sicilia, finisce in un centro da cui fugge, e saltando da un treno all’altro, raggiunge Bologna e si presenta dalla polizia perchè qualcuno gli aveva detto che questa è una città accogliente. Quando gli si chiede qual è il suo sogno risponde: “andare a scuola e lavorare” sfoderando uno dei suoi sorrisi disarmanti, con tutta la leggerezza dei suoi 17 anni.

    Adebin (nome di fantasia) è un ragazzo che viveva in Albania in un villaggio sperduto di montagna dove la gente vive di pastorizia e agricoltura di sussistenza. Quando si riesce ad avere un lavoro vero e proprio si guadagnano al massimo 200 euro al mese. Adebin ha visto ritornare in vacanza al suo villaggio alcuni compaesani emigrati in Italia da anni che sfoggiavano il benessere raggiunto a parenti ed amici. Allora, insieme ad alcuni suoi coetanei ha deciso anche lui di tentare la fortuna. Si è organizzato ed è partito. Sapeva già che da minorenne avrebbe avuto dei vantaggi. Ha risalito i Balcani in autostop e bus. Ha raggiunto il confine italiano nel periodo estivo quando i controlli sono più allentati per via delle vacanze. Poi ha raggiunto Bologna e si è presentato alla Polizia. E’ stato inserito nella Struttura e adesso spera di trovare qui quello che nel suo villaggio non poteva avere: un’istruzione che gli permetta una vita diversa, che è il motivo principale per cui la gente emigra da secoli.

    Se guardiamo…

    Se guardiamo noi stessi e/o chi ci circonda sicuramente troviamo sempre gente “di fuori”. Siamo tutti migranti o discendenti di migranti. Oppure lo sono quelli vicini a noi. Questo costante movimento di persone, questo flusso continuo di gente che scorre nelle vene del mondo non si può fermare, forse quello che si può fare è canalizzarlo, convogliarlo verso il meglio. Ed è quello che stiamo cercando di fare nel nostro piccolo, in questa città, in questa struttura.

  • PROGETTO HABITART

    L’utilizzo dell’arte come strumento di relazione e rielaborazione dell’esperienza si trova in moltissimi servizi dedicati alla persona ma la presenza di questa strategia d’intervento all’interno dei contesti di accoglienza non risuona tanto quanto in altri ambiti.
    Con questa riflessione, abbiamo voluto riappropriarci della manualità artistica, all’interno di un progetto dedicato a donne migranti con vulnerabilità, per riuscire a creare uno spazio d’incontro e convivialità. Proprio in questa attività la condivisione della presenza nel “qui e ora” ha creato un momento unico nel suo genere dove individuo e gruppo si sono uniti in sinergia, centrando di nuovo l’attenzione su ciò che nella quotidianità spesso sfugge: la relazione nel presente. Come sottofondo musica, silenzio, risate, una colonna sonora di condivisione e diversità. Guardando il salotto della casa con i quadri appesi si percepisce il senso e l’importanza del lasciare delle tracce, tracce che raccontano storie di vita e frammenti d’intimità. L’arte che unisce nella bellezza degli incontri che ci ricordano l’importanza di esserci, delle attività che svolgiamo e dei servizi alla persona.
  • Ortoterapia nei centri diurni per anziani

    L’ortoterapia è una terapia occupazionale che consiste nell’utilizzo del giardinaggio come vera e propria terapia: è ampiamente dimostrato infatti che prendersi cura di un orto o di un giardino produce molti benefici a livello psicofisico.
    L’ortoterapia è stata formalizzata da Hank Bruce in “Gardens for the Senses, Gardening as Therapy“(2013), che ha raccolto le tecniche note del giardinaggio per adattarle in contesti di cura e terapia con particolare attenzione alla sicurezza, la stimolazione continua dei sensi e la condivisione di spazi e attività; è inoltre adatta a tutti, adulti, bambini, persone con disabilità e anziani.

    Prendersi cura della terra, entrare in con-tatto con la natura, sono ottimi rimedi per contrastare lo stress, ma anche validi alleati nella cura di patologie più gravi, come depressione e demenza, soprattutto in questo difficile periodo di distanziamento fisico e sociale.
    Per questo, presso i centri diurni anziani gestiti da Società Dolce “Il Melograno” (Bologna) e “Bice Leoni” (Parma), sono stati stato attivati due differenti progetti di ortoterapia.

    Il progetto del centro “Il Melograno”, supervisionato dal neuropsicologo dott. Marco Lorusso, permette agli ospiti di prendersi cura delle piante del giardino e di condividere un’esperienza ricca di stimoli dal punto di vista cognitivo, fisico, psicologico e sociale.
    Il progetto del centro “Bice Leoni”, invece, è stato organizzato dalla coordinatrice del servizio Silvia Sturma con la partecipazione di ospiti e staff: insieme, hanno creato un “percorso aromatico”, con tante piante aromatiche di cui gli ospiti si prendono personalmente cura.
    Svolgere questo tipo di attività aiuta le persone a migliorare l’umore, la motricità e la socializzazione: stimola processi multisensoriali e incrementa le capacità cognitive, come l’apprendimento e la memoria.
    Tutte le attività sono svolte nel rispetto dei  protocolli di sicurezza per la prevenzione della diffusione del virus COVID-19 e per la graduale riattivazione delle attività socio riabilitative e socio educative erogate presso i centri diurni.

    Gli staff dei centri diurni per anziani “Il Melograno” e “Bice Leoni”

  • Ricerca Casa. Dove andare per…

    C’è chi studia all’università più antica d’Europa, chi lavora per un’azienda del territorio, chi ha iniziato una nuova vita nella nostra città. Sono il volto più giovane di Bologna. Ragazze e ragazzi che condividono cultura, attitudini, consumi… E un problema: la casa.
    Il mercato immobiliare oggi non offre soluzioni a portata degli studenti fuorisede e dei lavoratori più giovani. E soprattutto non è abbastanza accessibile ai giovani migranti che, una volta usciti dai percorsi di accoglienza per Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA), non possono continuare il loro percorso di formazione e inclusione sociale.

    Proprio per far fronte a questa difficoltà, nell’ambito del progetto Fami Root, è stata realizzata una mappa della Città di Bologna per orientarsi al meglio nel ventaglio di servizi abitativi pubblici e privati di riferimento sul territorio per neomaggiorenni, ex Minori Stranieri Non Accompagnati in uscita da progetti di accoglienza.

  • Dove eravamo rimasti? Ripartire da una Festa

    Sabato 10 luglio al parco Lunetta Gamberini ha avuto luogo la Festa di Quartiere: “Ritroviamoci al Lunetta”, evento finanziato attraverso un patto di collaborazione tra l‘associazione Naufragi e il Q.re Santo Stefano del Comune di Bologna, che ne hanno dato il patrocinio assieme ad ASP Città di Bologna.

    Considerando che era un sabato estivo, con una temperatura torrida che ha portato molti bolognesi a rinfrescarsi al mare o in montagna, non sono state poche le persone intervenute a godersi gli spettacoli che sono stati qui allestiti. Diverse le famiglie con bambini che si sono divertiti con le marionette e i burattini del Teatrino dell’Es. Presenti inoltre varie bancarelle del mercatino del riuso che offrivano oggettistica, giochi e libri usati. La Scuola di musica Impullitti ha proposto momenti di ascolto musicale e ha permesso a molti bambini e bambine di provare diversi strumenti musicali e di cimentarsi nel canto.

    Piacevoli “pillole“ teatrali sono state messe in scena da due bravissimi attori della Compagnia Streben. Sono state lette poesie da Marcello Camilli, accompagnate dal dalla chitarra dall’amico Mauro D.,  che poi ha cantato anche canzoni in bolognese. Non sono mancati i giochi da tavolo dell’associazione Golem’s Lab, che hanno intrattenuto grandi e piccini. A sorpresa c’è stato un gran finale con due esibizioni di danza del ventre della ballerina iraniana Elie Elnaz dell’associazione Oli Tango.

    In conclusione questa è stata una festa ben riuscita, anche grazie all’organizzazione  logistica del Laboratorio E20 di Società Dolce e delle associazioni Il Tuo Amico Portiere, che ha raccolto le prenotazioni dei banchetti del mercatino, e AISA, instancabile e affidabile servizio di sicurezza. Il Centro Sociale Lunetta Gamberini ha poi dato un tocco di qualità culinaria tipica delle feste di quartiere offrendo crescentine, salumi e bevande, con il supporto di N., ospite della struttura Madre Teresa di Calcutta e ottima cuoca. L’appuntamento è ai prossimi eventi che sono previsti per settembre e ottobre.

    Questa festa è l’inaugurazione di un nuovo ciclo di momenti condivisi il cui intento è attivare risorse positive che possano contribuire a migliorare lo spazio in cui viviamo incontrando abitanti, gruppi, artisti, associazioni, iniziative individuali, attività commerciali, servizi e progetti preziosi e attivi, per proporre bellezza, innovazione e nuove narrazioni di un contesto in continuo movimento.  Ritornare alla normalità con una giornata di festa all’aperto, all’insegna dell’arte, del gioco, del cibo e della musica, in cui tutti possano divertirsi, riflettere, conoscere, stare insieme e dare il proprio contributo di idee per produrre nuove trasformazioni.

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