Questa parete nasce con l’intenzione di raccontare qualcosa di noi, delle persone che vivono qui e del significato che cerchiamo di dare ogni giorno alla parola 𝐜𝐮𝐫𝐚.
Al centro dell’opera abbiamo scelto una 𝐜𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐝𝐫𝐚, ma abbiamo deciso di rappresentarla in un modo insolito: 𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐨𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞.
Una clessidra normalmente sta in verticale: la sabbia scende, il tempo passa e, inevitabilmente, qualcosa sembra finire.
Noi abbiamo voluto girarla.
Perché in una RSA non vogliamo guardare una persona pensando al tempo che le rimane. Vogliamo guardarla per tutto il 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐬𝐮𝐭𝐨, per ciò che quel tempo ha costruito e, soprattutto, per il tempo che continua ancora a vivere.
Messa in orizzontale, la clessidra smette quindi di essere un conto alla rovescia. Il tempo non cade più: 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞.
Ai suoi lati ci sono due grandi 𝐦𝐚𝐧𝐢.
Quelle mani siamo 𝐧𝐨𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢.
Sono le mani di chi assiste, cura, accompagna, ascolta, incoraggia e qualche volta semplicemente rimane accanto. Non sono mani che trattengono il tempo, perché nessuno può farlo. Sono mani che cercano di 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐥𝐨 𝐞 𝐝𝐚𝐫𝐠𝐥𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞.
Su di esse troviamo due parole: 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎 ed 𝐄𝐒𝐏𝐄𝐑𝐈𝐄𝐍𝐙𝐀.
Perché ogni persona che entra nella nostra RSA non arriva mai soltanto con i propri bisogni o con le proprie fragilità. Arriva con la propria 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚.
E poi ci sono gli 𝐨𝐫𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢 𝐚 𝐜𝐮𝐜𝐮̀, che scandiscono simbolicamente le ore e richiamano la memoria, il passato, il futuro e le tante stagioni attraversate durante l’esistenza.
Da tutto questo nasce e si sviluppa l’𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐈𝐓𝐀.
C’è infine un altro aspetto di quest’opera al quale teniamo particolarmente.
Questo murales è stato realizzato grazie alla collaborazione con la 𝐂𝐨𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐅𝐮𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀.
Perché l’inclusione non dovrebbe essere soltanto una parola che utilizziamo nei progetti. Dovrebbe essere qualcosa che 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞.
PUBBLICATO IL 03/09/2026
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